Cisgiordania: Cure Oncologiche e Supporto Psicologico per i Bambini

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In un contesto segnato da conflitti prolungati, restrizioni quotidiane e una crisi economica cronica, il nostro impegno in Cisgiordania si concentra sulla protezione dei bambini più vulnerabili, unendo cure mediche avanzate e supporto psicologico. Operiamo sul campo per costruire risposte strutturali e durature, affinché nessun bambino sia lasciato solo ad affrontare il trauma della guerra e della malattia.

Tutti i nostri interventi sul territorio si sviluppano a partire dal progetto principale Every Child in life and peace, avviato da Fondazione Soleterre ETS e sostenuto da Every Child Is My Child ETS, in collaborazione con PCRF (Palestine Children’s Relief Fund) e VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo). Questo progetto è nato per restituire cura, sicurezza e parole a chi ha conosciuto troppo presto il significato della paura e per garantire che le cure salvavita non vengano interrotte.

È proprio all’interno di questa cornice che, nel corso del 2025, hanno preso vita la nostra raccolta fondi straordinaria per i farmaci chemioterapici e l’apertura del Soleterre Children Center. Il primo pilastro del progetto è stato il sostegno diretto al Beit Jala Governmental Hospital, in West Bank, a circa 10 km a sud di Gerusalemme, l’unico e ultimo ospedale pubblico oncologico pediatrico rimasto attivo in Palestina per la cura del cancro infantile e delle patologie pediatriche croniche.

Quando in questa struttura i farmaci chemioterapici sarebbero bastati solo per poche settimane, il contributo dei nostri donatori si è rivelato salvifico: ha permesso l’acquisto di farmaci per il nostro ospedale e per gli altri ospedali pediatrici – l’Istishari Hospital di Ramallah e l’Al Najah University Hospital di Nablus – che nel corso del 2025 hanno esaurito i farmaci chemioterapici a causa della grave crisi economico-finanziaria. I bambini in terapia sono aumentati, perché nel centro gestito da Soleterre abbiamo iniziato a curare anche i bambini in carico ad altre strutture ospedaliere.

La situazione resta drammatica: in Palestina ogni tre giorni un bambino si ammala di cancro e ogni anno vengono diagnosticati oltre 2.000 casi di tumore, di cui 122 sono pediatrici. A Gaza non esiste più un ospedale per curare il cancro infantile. In Cisgiordania accedere al Beit Jala Hospital è una corsa a ostacoli tra strade interrotte, checkpoint, permessi negati e ambulanze ferme; a volte l’ospedale è irraggiungibile anche per chi abita a pochi chilometri. Dopo un viaggio estenuante, i bambini rischiano di scoprire che il farmaco non c’è. Nella cura dei tumori infantili i protocolli devono essere costanti: se le terapie si fermano, la diagnosi diventa una sentenza di morte.

Per questo interveniamo per garantire subito l’accesso alle cure a 120 bambini e alle loro famiglie: 50 bambini già in terapia e 70 nuovi pazienti.

Il secondo pilastro nato dal progetto principale è il Soleterre Children Center, inaugurato il 10 luglio 2025 a soli 300 metri dall’ospedale pubblico di Beit Jala. Si tratta del primo centro permanente per la cura del trauma psicologico infantile da guerra in Cisgiordania, nato come intervento strutturale per affrontare una crisi complessa e collettiva.

In Palestina, dove vivono 5,5 milioni di persone ma ci sono solo 250 psicologi (1 ogni 22.232 abitanti), parlare di trauma è una realtà quotidiana. Secondo i dati del Palestinian Health Report (2022) solo il 15% dei bambini riceve supporto psicologico, mentre i report del Mental Health & Psychosocial Support Network (2025) evidenziano che 1 minore su 2 mostra sintomi da PTSD, il 58% manifesta difficoltà di concentrazione e apprendimento, e quasi il 40% soffre di mutismo selettivo o si isola. A questi si aggiungono i segni del CTSD (Continuous Traumatic Stress Disorder), una sindrome cronica anche chiamata “sindrome palestinese” causata da perdite, incursioni armate e minacce costanti.

Il centro non cancella il dolore, ma punta a renderlo pensabile e narrabile: trasforma la paura in linguaggio, riattiva l’autoregolazione e ricostruisce la fiducia e il senso di sicurezza.

Promosso da Soleterre con il VIS e finanziato da Every Child Is My Child ETS, Anna Foglietta, 8xMille Chiesa Cattolica, Piazza Pulita con Corrado Formigli e Stefania Andreoli con la sua fan-base, il centro offre oltre 1.200 colloqui psicologici individuali per 400 bambini con patologie croniche e tumori provenienti dal sud della Palestina (prevalentemente da Hebron) e curati presso il Beit Jala Hospital, il Caritas Baby Hospital e il Family Hospital di Betlemme.

Garantisce inoltre sostegno psicologico a familiari e personale ospedaliero, terapie di gruppo, attività educative e ludiche, formazione continua per gli operatori e incontri istituzionali per rafforzare la rete di protezione.

Come dichiara Anna Foglietta, attrice e fondatrice di Every Child Is My Child ETS durante l’apertura:

“La cura inizia dall’invisibile. La mente, con tutti i traumi che raccoglie, è spesso considerata un aspetto secondario rispetto alle ferite fisiche. Ma per me è fondamentale pensare di trasferire equilibrio e ordine nelle menti dei giovani del futuro. È un investimento sociale e politico necessario, soprattutto per il popolo palestinese, che parla di costruzione e visione. Le bambine e i bambini sono nati e cresciuti sotto assedi e bombardamenti, ed è arrivato il momento di occuparsi di loro, aiutandoli a trovare la fiducia per una vita ancora possibile. Noi di ECIMC, insieme a Soleterre, siamo qui per questo”.

Per garantire la qualità scientifica e l’efficacia culturale di ogni intervento, è stato istituito un Comitato Scientifico italo-palestinese composto da esperti in psicologia dell’emergenza, salute pubblica, pediatria e diritti umani, che accompagnerà lo sviluppo del Centro e promuoverà attività di ricerca-azione sul campo.

Tutto questo è possibile grazie al sostegno di chi crede nella cura come diritto e nella scienza come strumento di giustizia.

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